IO E L' INTER

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    sabato, maggio 31, 2008

    Moratti con Mourinho




    Ecco da www.gazzetta.it le prime fotografie di moratti e mourinho, ritratti insieme a Parigi come due innamorati.

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    mercoledì, maggio 28, 2008

    E' l'ora di Mourinho

    bel commento di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera di oggi.
    lo considero condivisibile e degno di riflessione. Mi fa invece un pò ribrezzo il fatto che tanti giornalisti (NON mi riferisco a Sconcerti, sia chiaro) che fino a ieri tuonavano contro Roberto Mancini oggi critichino Moratti.
    Un pò di coerenza non farebbe male.

    Torna di colpo la vecchia Inter, quella maldestra e poetica di Moratti, capricciosa e confusa, totalmente fuori dalla realtà. Il presidente paga 10 milioni pur di disfarsi di un uomo che stima e che ha vinto quasi come nessuno all'Inter, l'ultima volta appena 10 giorni fa. Lo spreco di soldi e sentimenti raccontano forse in modo definitivo l'impossibilità di Moratti di avere con le cose del calcio un rapporto corretto.

    Mancini paga lo sfogo di una notte in cui mandò tutti a quel paese. Lo fece con educazione e stress, ma lo fece e segnò il suo destino. Moratti lo tolse di colpo dai supereroi. Moratti ha una visione seriamente wagneriana dei propri dipendenti. Devono avere quello che lui non ha, la possibilità inappellabile di trasformare la poesia in realtà. Non basta vincere, bisogna essere epici. Mancini era appena inciampato sull'orlo di una crisi di nervi. Quella è stata la fine, quella notte stessa Moratti decise che avrebbe chiamato Mourinho. Un altro eroe con cui perdere due anni di decodificazione e continuare a illudersi che esista il Walhalla. Non è vero che Mancini avesse un pessimo rapporto con lo spogliatoio. Aveva un brutto rapporto con due-tre giocatori che non faceva giocare (Crespo, Figo, spesso Chivu). Ma se avesse fatto giocare loro avrebbe avuto un brutto rapporto con gli altri tre che rimanevano fuori. Non è questo il punto. Mancini paga la normalità della sua ultima vittoria, ottenuta per resistenza e non per distruzione dell'avversario. Paga l'essersi messo in gara, petto in fuori, contro gli amici del presidente.

    Paga aver avuto debolezze lungo una stagione in cui è stato pressato dai media come fosse uno sconfitto abituale e non l'uomo che alla fine ha vinto di più e meglio. Quello che stona, che resta incomprensibile, è l'abbondanza con cui l'Inter si smentisce fin quasi al danno. Cacciando Mancini adesso Moratti condanna la squadra a un problema economico grave e la rimette al centro della discussione. Dà cioè ragione ai romanisti che si considerano i vincitori molto più che morali della stagione e dà ragione perfino agli juventini per i quali Mancini rappresentava la bandiera della controrivoluzione. Questo è quello che non ha capito Moratti. Ha fatto la cosa più ambita e prevedibile, la solita cosa da vecchia Inter. Mentre ormai l'Inter era diventata forza reale di governo, era il presente, non un rimpianto.

    Mario Sconcerti

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    lunedì, maggio 26, 2008

    Mourinho all'Inter con Deco e Lampard

    Sarà vero? ecco agenzia Apcom

    Apc-CALCIO/ STAMPA PORTOGHESE, MOURINHO ALL'INTER CON DECO E LAMPARD
    Secondo il quotidiano A Bola la trattativa è chiusa

    Roma, 26 mag. (Apcom) - Jose Mourinho all'Inter insieme a Deco e
    Frank Lampard. Lo scrive il quotidiano portoghese A Bola, secondo
    cui la trattativa tra la società nerazzurra e l'ex tecnico del
    Chelsea è praticamente chiusa. Mourinho andrebbe a guadagnare 9
    milioni di euro e porterebbe con sé due suoi ex giocatori, Deco e
    Lampard. Con il suo arrivo anche il portoghese Luis Figo dovrebbe
    restare in nerazzurro per un'altra stagione.

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    domenica, maggio 25, 2008

    Roma 2 - Inter 1

    Ecco in ordine di importanza i tre motivi della sconfitta:

    1) un numero di assenze nerazzurre assurdo: Julio Cesar, Materazzi, Rivas, Cordoba, Samuel, Dacourt, Cambiasso, Figo, Cruz, Ibrahomovic. In pratica tranne Maicon e Zanetti tutti i titolari!

    2) un fallo nettissimo non fischiato su Cesar che ha dato origine al gol della Roma e un pizzico di sfortuna nostra (palo di Burdisso a Doni strabattuto)

    3) più motivazioni della Roma. Noi non male però, e bravissimo Pelè.

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    venerdì, maggio 23, 2008

    differenze fra Inter e Roma?

    pubblico qui di seguito in corsivo una lunga analisi di Mariano Grossi relativa alle critiche ingenerose, offensive e comunque eccessive formulate alla nostra dirigenza quando le cose andavano male, e persino ora.

    Vorrei chiedere a tanti detrattori dell'Inter, sport diffusissimo da sempre nello stivale, se non sia il caso di farsi un esame di coscienza anche alla luce di considerazioni che non sono esclusivamente mie, ma corroborate da altri esperti.
    La presunta incompetenza a tutto tondo di Moratti riposa all'origine già dalla prima gaffe commessa con Roberto Carlos; è il caso di sgombrare una volta per tutte il campo da equivoci ed ipocrisie; all'epoca Roberto Carlos aveva mostrato evidenti difficoltà nella fase difensiva; Hodgson non era poi così sprovveduto, se gli preferì Pistone che in quel finale di campionato rese molto più di lui in copertura: Se poi il brasiliano era all'epoca all'altezza del campionato italiano come fase difensiva, come mai non trovò acquirenti da noi ed andò ad emigrare in Spagna, campionato molto più bio-compatibile per uno come lui? Sarei curioso di sapere il parere di più di un Solone in materia.
    Lo spreco dei quattrini: altro caposaldo; altro baluardo della balordaggine e dell'ipocrisia; Ronaldo? Soldi sprecati! Mercato inflazionato. Nulla del genere allorché Berlusconi raspava il barile dei Van Basten, Gullit, Rjikaard, Papin, Savicevic, Boban e Shevchenko.
    Tanti soldi per un giocatore che poi giocò pochissimo (manco fosse preventivabile tutta quella sfiga!) e che poi qualche anno dopo voltò le spalle per andare al Real; percorso non dissimile da Shevchenko, con la differenza che oggi la cessione di Sheva al Chelsea viene salutata come un affare; quella di Ronaldo al Real Madrid con tutte le plusvalenze che ha creato viene completamente silenziata anzi, contrabbandata come l'ennesima fregatura beccata da Moratti!
    Ma veniamo ai giorni nostri, alla diatriba con la Roma: se avessimo perso, saremmo qui a sentire di un'umiliazione inconcepibile: la Roma sarebbe prima (e lo sarebbe stata, dicono oggi, senza tutte quelle agevolazioni che avremmo avuto noi!) pur avendo una squadra che vale meno della metà della nostra!
    Andiamo per gradi e per comparazioni per sbugiardare questi discorsi; se la Roma con Pradè è stata più oculata negli affari, nessuno si sogna di contestarlo! Ognuno fa mercato con il portafogli del suo presidente. Ma andiamo alle cifre tecniche comparando ruolo a ruolo:
    - dove sta scritto che Doni non valga Julio Cesar? (sono entrambi i titolari della nazionale brasiliana dopo l'eclisse di Dida ed il rendimento poco costante di Gomes);
    - dove sta scritto che Panucci non valga Maicon? (l'eclettismo del primo lo fa preferire al secondo; le sue capacità in acrobazia e come goleador l'hanno riportato in Nazionale a 35 anni e Donadoni non è uno sprovveduto!);
    - dove sta scritto che Tonetto non valga Maxwell? (a mio giudizio ha una progressione superiore negli ultimi venti metri di proiezione e difensivamente è meno distratto);
    - dove sta scritto che Mexes e Juan non valgono come coppia centrale Materazzi e Burdisso (o Rivas)? Potrei concedere che all'inizio del torneo con Samuel e Cordoba avevamo una cerniera davvero invalicabile, ma nel girone di ritorno credo che il gap fosse tutto all'incontrario!;
    - dove sta scritto che De Rossi, Aquilani e Pizarro non equivalgano Zanetti, Cambiasso e Vieira?
    - dove sta scritto che Mancini o Cicinho o July e Taddei non equivalgano Figo, Jimenez, Cesar e lo Stankovic di quest'anno?
    Sono domande tecniche alle quali gradirei risposte in chiave eminentemente tecnica.
    E la si finisca con la storia che abbiamo due squadre! 24 titolari ha l'Inter ed altrettanti ne ha la Roma che quest'anno ha quasi saturato il gap finendo ad appena 4 punti effettuali di distanza rispetto ai 22 dell'anno scorso (campionato che non vale per noi perché:
    - era anomalo,
    - non c'era la Juve;
    - il Milan e la Fiorentina erano penalizzate;
    - la Roma era partita alla pari, ma, vuoi mettere?, non aveva praticamente i ricambi.
    A Bari si dice:
    "Come la vuelde e come l'aggire
    jì de la metteche jinde o bicchiire!"

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    giovedì, maggio 22, 2008

    LE POESIE DELLO SCUDETTO


    Pubblico due poesie di Mariano Grossi.
    Sono le poesie dello scudetto...come sempre Mariano è graffiante ed ironico.

    TANTE GRAZIE (edizione 2008)

    Julio Cesar, ti ringrazio! Tu, meu novo Imperador!
    Tante volte ci hai salvato con i tuoi guantoni d’or!
    E tu, Maicon, che coraggio! Pur con l’anca assai ammaccata
    sulla fascia laggiù a destra fatto hai più di una volata!
    Vorrei ringraziare Chivu, che ci tenne spesso a galla
    senza uscire mai di senno, anche se gli uscì una spalla!
    Dico grazie a Cabelino che a sinistra è una bellezza
    anche se dietro in difesa fa più d’una leggerezza!
    E il mio cuore forte batte per The Wall che si è immolato
    per fermare un cacciavite, rimettendoci un crociato!
    Come non pensare ad Ivan, a Ramir che gran lamenti
    dette a tutti i centravanti quando avea i suoi legamenti?
    Ringraziamo il mio Brave Heart, che randella e sempre mena
    con ardore e con coraggio, pur se gli scoppiò una vena!
    Grazie tante a Figo che solo un fallo assurdo e bieco
    mise fuori: un fallo degno di un bastardo e torvo ceco!
    E di cuor va ringraziato Luis Jimenez, astro cileno,
    che un altr’anno, siam sicuri, brillerà senz’alcun freno!
    Pedalato ha in lungo e in largo, percorrendo tante miglia
    Esteban che ci ha rimesso i gemelli e la caviglia!
    E Olivier Dacourt con lui corse pure a perdita d’occhio
    fino a che laggiù a Firenze ci rimise anche un ginocchio!
    Ma anche senza lor in piedi ci hai tenuti per la mano:
    grazie, Uomo senza eguali! Grazie a te, Mio Capitano!
    E con te si è unito alfine dando a noi fisicità
    fenicottero d’Oltralpe che di nome fa Vieira!
    Se st’altr’anno torna grande, li romani me li magno!
    Basta che al mio grande Drago non gli dolga più il calcagno!
    E vogliam sulla sinistra che sia sempre bienvenido
    l’altro brasilian volante, Cesar, detto Aparecido!
    Dico grazie senza meno, ricordando pure te
    che migliorerai col tempo: grazie, piccolo Pelè!
    Ringraziamo tutti Ibra che per mesi giocò zoppo,
    consentendo agli avversari di riavvicinarci troppo!
    Sempre in fondo al nostro cuore resterà il mio Poncharello
    che ci ha tolto da guai grossi coi suoi gol fatti a pennello!
    Fiduciosi siam di trionfi e avversar fatti a brandelli
    or che abbiamo là davanti Supermario Balotelli!
    E un altr’anno ancora più forte correrà, ne son persuaso,
    la pantera dell’Honduras che di nom fa David Suazo!
    Poco hai reso tu, Hernanito, ma ci hai regalato gloria
    con due gol determinanti, con la Roma e la Sampdoria!
    Meno isterico sarà, meno avrà quel rosso fisso
    il mio gringo tutto cuore Padroncito Andrè Burdisso!
    Ed assieme a lui più forte diverrà Rivas Tysòn
    più veloce d’una freccia e che duro ha el cabezon!
    Non dimentichiam nemmeno chi final ci diè di Coppa
    Noi non ci scordiam Toldone che alla rete mette toppa!
    E se parti per Albione, se diremo a te “So long!”
    sempre tanto ti ameremo: “Mancio, we to you belong!”
    Presidente, tutti in festa, questo è un anno ancor più bello:
    dedichiamo a gobbi e gufi n’altro gesto dell’ombrello!



    PERDòNO, GOBBI, PER QUESTI SCUDETTI

    Che vergogna noi a mostrare tutti gonfi i nostri petti
    per avere conquistato tre contigui rii scudetti!
    Come mai portammo a spasso i cuor nostri tutti inflati,
    dopo aver messo in bacheca questi immondi campionati?
    In realtà molto esecrandi fur quegli ultimi successi,
    per i Gobbi da buttare tutti e tre nei nostri cessi,
    poiché il prim togliemmo loro per le tram di Guido Rossi,
    sottraendolo da indegni e spedendo lor nei fossi
    di un’amara Serie B giù a Crotone o in Ciociaria,
    maculando di vergogna quella gran tifoseria!
    Il secondo non valeva, chè partimmo avvantaggiati
    mentre i Gobbi erano altrove e i Cugin penalizzati:
    meno mal che poi ad Atene sorte diede il giusto metro:
    lo scudetto pei Demoni potevam ficcarlo dietro!
    E quest’anno, poi, che schifo! Tutti quanti quei favori
    da una classe di fischietti prona a darci goal, rigori
    finti, ambigui, agevolati per tener ben distanziati
    i Lupetti ed i Gobbetti che frattanto eran tornati!
    E’ da lor che prenderem sprone per vittorie pure,
    quelle che si facean prima col Samyr e le punture!
    Quelli sì che fur trionfi con effetti da placebo,
    quei che lor mietevan pria con il Neoton nelle flebo!
    Loro esempio ci sia guida per vittorie immacolate,
    quelle che volea Pairetto, pregne di telefonate!
    E se torna Paparesta, potrem vincer giù allo Stretto:
    chè, se ancor ci fa incazzare, lo chiudiam nel gabinetto!

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    martedì, maggio 20, 2008

    I CONVOCATI AGLI EUROPEI

    C'è Cassano, fuori Pippo Inzaghi. qui di seguito agenzia APBISCOM

    Apc-EURO 2008/ ITALIA: DONADONI CHIAMA CASSANO, FUORI INZAGHI
    Del Piero nei 24 pre-convocati, a centrocampo c'è Montolivo

    Roma, 20 mag. (Apcom) - C'è anche Antonio Cassano nei 24
    giocatori che parteciperanno al raduno dell'Italia per i prossimi
    Europei. Lo ha annunciato oggi il commissario tecnico Roberto
    Donadoni nel corso della conferenza stampa all'hotel Parco dei
    Principi di Roma. Tra i 24 nomi, che diventeranno 23 mercoledì 28
    quando dovrà essere consegnata la lista definitiva all'Uefa, non
    figura l'attaccante del Milan Filippo Inzaghi. C'è invece, come
    previsto, Alessandro Del Piero. Questi i 24 pre-convocati di
    Donadoni:

    Portieri: Marco Amelia (Livorno), Gianluigi Buffon (Juventus),
    Morgan De Sanctis (Siviglia).

    Difensori: Andrea Barzagli (Palermo), Fabio Cannavaro (Real
    Madrid), Giorgio Chiellini (Juventus), Fabio Grosso (Lione),
    Marco Materazzi (Inter), Christian Panucci (Roma), Gianluca
    Zambrotta (Barcellona).

    Centrocampisti: Massimo Ambrosini (Milan), Alberto Aquilani
    (Roma), Mauro German Camoranesi (Juventus), Daniele De Rossi
    (Roma), Gennaro Gattuso (Milan), Riccardo Montolivo
    (Fiorentina), Simone Perrotta (Roma), Andrea Pirlo (Milan), .

    Attaccanti: Marco Borriello (Genoa), Antonio Cassano
    (Sampdoria), Alessandro Del Piero (Juventus), Antonio Di Natale
    (Udinese), Fabio Quagliarella (Udinese), Luca Toni (Bayern
    Monaco).

    Gli azzurri si raduneranno domenica prossima a Coverciano. Entro
    mercoledì 28 maggio dovrà essere consegnata la lista ufficiale di
    23 giocatori all'Uefa. Venerdì 30 ci sarà l'ultima amichevole,
    contro il Belgio a Firenze. Nel girone C degli Europei, l'Italia
    sfiderà l'Olanda lunedì 9 giugno a Berna (ore 20.45), la Romania
    venerdì 13 a Zurigo (ore 18) e la Francia martedì 17 ancora a
    Zurigo (20.45).

    CAW

    201515 mag 08

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    lunedì, maggio 19, 2008

    Un blogger laziale e Vittorio Macioce

    Pubblico due chicche tricolori. La prima è un argutissimo commento di un navigatore della Lazio. Magici aquilotti, che ci hanno regalato un pezzettino di scudetto battendo 3-2 la Roma. Mi scuso con chi ha scritto le righe che pubblico, non ricordo nome nè la fonte, ovviamente se fosse contrario alla pubblicazione le tolgo subito.
    Il secondo è il più bello tra i tanti articoli scritti sulla vittoria dello scudetto, è di Vittorio Macioce de Il Giornale. Bravissimo.

    1) records della Roma?
    mmmm...vediamo:
    -Peggior sconfitta in Champions 7-1 record fin quando il Besiktas non
    ne ha presi 8 dal Liverpool...peccato record sfumato....
    -3° Scudetto morale consecutivo...
    -15° Pallone d'Oro consecutivo per un giocatore giallorosso
    -Ciclo più lungo di vittorie nei trofei nazionali (Scudetto e
    Supercoppa) da Giugno a Agosto 2001...
    -Campione d'Italia per il maggior numero di minuti (54...)
    -Maggior numero di Coppe Europee vinte....ma non riscontrate sul sito
    Uefa.com....je l'hanno biscottata pure quei tromboni dell'Uefa (ladri
    anche loro...)
    -Maggior numero di festeggiamenti per secondi posti ed eliminazioni...


    2) pezzo su IL GIORNALE di oggi
    di VITTORIO MACIOCE
    Eccola di nuovo. Non senti più il respiro. È una paralisi
    dell'anima. Non ricordi neppure più quando è successo, forse con il
    Liverpool. Ti assale quel senso di impotenza, ineluttabile, che ti
    frulla lo stomaco. Loro, lì in campo, cominciano a sbagliare con
    quella fatalità da tragedia greca. Come al solito sembra tutto già
    scritto. I minuti intanto passano e sai che quando mancherà un quarto
    d'ora alla fine loro andranno completamente in tilt. È una lunga
    storia. Ricordi quella gita scolastica in seconda media, il buio della
    sera, seduto nei sedili di mezzo, mentre i tuoi compagni in ultima
    fila ridono con le ragazze più carine. Tu senti solo la voce rauca di
    Ciotti e Santillana che le prende tutte di testa e le butta dentro. Il
    Santiago Bernabeu era il regno assoluto di quell'impotenza genetica. È
    successo altre volte. La più nera, vabbè, non serve neppure dirlo, è
    quel maledetto pomeriggio manzoniano. Simeone, con la maglia della
    Lazio, vede arrivare un cross dalla destra, incassa la testa e cerca
    di diventare il più piccolo possibile. Il risultato è che la palla
    prende un effetto balordo e finisce in rete. Lui quasi si dispera.
    Cosa fai quando perfino i tuoi avversari vogliono perdere e vincono?
    Nulla. È questo che pensi in una giornata come questa. Lo pensi per
    tutto il primo tempo. Vedi Balotelli che corre e sbatte contro un
    muro. Vedi Fernando Couto, che era in campo anche quel 5 maggio, con
    lo stesso ghigno. Vedi la Roma che va in gol e il Catania che sembra
    l'Inter in maglia rosso e blu. E ti chiedi a cosa sta pensando Zenga.
    Questi incroci hanno sempre qualcosa di magico. È come se qualcuno, in
    alto, si diverta a buttare giù sceneggiature esagerate. L'ombra di
    Cuper, evocata e poi smentita. Questo giocarsi come sempre tutto in
    una botta sola. L'angoscia che ti segue anche quando pensavi di aver
    chiuso i giochi mesi fa. Il cinismo dei bookmakers. Il destino dello
    scudetto che, in qualche modo, torna nelle mani del portierone di
    viale Ungheria. L'uomo ragno che dopo aver girovagato sulle tracce
    degli zingari si accampa sotto l'Etna come ultima speme neroazzurra.
    Se tutto va male qui a Parma, magari Zenga ci mette una mano. Non
    servirà. Quando vedi Ibra riscaldarsi sai che il genio è un naso
    spavaldo. Non guarda in faccia a nessuno. Questo non è solo uno
    scudetto. È un calcio al mondo. È la vittoria che riscrive la storia.
    Questo scudetto ne vale tre. È lo scudetto di cartone che diventa
    d'oro. È quello senza la Juve che ti batte in petto. È gridare in
    faccia a Moggi, a De Rossi, alle frecciatine andreottiane di Totti, ai
    milanisti di terra e di mare, ai gobbi mai visti così invidiosi, a
    Cannavaro e Buffon, ai sorrisi senesi di una settimana fa, che questa
    volta il finale non è triste e solitario.
    Questa volta l'Inter vince e non c'è sfiga che tenga. Questa volta
    vale cento anni di storia, ci toglie dalle spalle il sigillo della
    maledizione. Questa volta la papera di Sarti a Mantova, la sconfitta
    tre giorni prima con il Celtic, i derby ignobili, il Valencia e il
    Villarreal, i decenni di digiuno, i romanzi di Nick Hornby che ci
    facevano sentire fratelli di sventura dell'Arsenal e persino quel
    maledetto pomeriggio manzoniano cambiano colore. Sono le fatiche di un
    eroe. Il sale che rende immortale l'epica. È la rivincita di Don
    Chisciotte. E a questo punto dite pure che siamo antipatici. Chi se ne
    frega. Ibra è un urlo improvviso. Ecco la novità. Quel senso
    nauseabondo di impotenza se ne è andato via, per sempre. L'Inter è uno
    zingaro felice. Non si piange addosso. Neppure quando piove. È rabbia
    e attributi. Non è più il genio tisico di Chopin. Non è un notturno
    melanconico.
    E' la forza del destino. È Beethoven. E anche il Catania comincia a
    spadacciare la Roma con colpi di fendente e fioretto, resiste solo il
    portiere, Doni. Traverse, palle che spiovono e baciano il sette, lì
    sotto l'incrocio dei pali. La squadra di Zenga non merita la
    retrocessione. Vada giù il Parma. Dove Ibra tocca ancora. Dove è
    risorto Stankovic. Dove Maicon fende la fascia destra. Dove l'Inter è
    qualcosa più di un sogno. È terra, fatica e muscoli.

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    domenica, maggio 18, 2008

    Parma, i gol di Ibrahimovic

    SEDICESIMO SCUDETTO





    Sedicesimo scudetto. Non servono parole, quelle le lasciamo agli sconfitti. A chi "nun ce vole stà" e rosica come De Rossi, a chi come Spalletti è convinto di essere il miglior allenatore del mondo e non vince mai, a chi sparge il sale per terra, a chi stava già preparando la festa scudetto all'Olimpico.

    SIAMO I CAMPIONI D'ITALIA

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    venerdì, maggio 16, 2008

    Inter under attack

    Massima solidarietà a Mancini, Mihajlovic, Materazzi, Zanetti e gli altri coinvolti.
    Siamo alla follia: il titolo di libero.it era (cito a memoria ma dovrei essere preciso) COCA E MAFIA ALL'INTER. Ma anche molti giornali e tv non sono da meglio.

    Siamo veramente alla frutta, servono querele e nemmeno quelle bastano.

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    giovedì, maggio 15, 2008

    FINALE DI COPPA IN CAMPO NEUTRO

    Se vogliamo rispettare davvero la par condicio sulla quale vaneggia Matarrese allora è DOVEROSO spostare la finale di Coppa Italia: non più a Roma all'Olimpico ma a metà distanza tra Roma e Milano. Firenze o Bologna mi sembrano le sedi migliori.

    Di certo la finale di Coppa - che essendo a partita unica deve essere un luogo neutro - non può essere giocata tutti gli anni a Roma.
    La finale tutti gli anni a Roma, con l'inno italiano ed il Capo dello Stato presente è roba da fascismo.

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    A PARMA COMUNQUE

    Dall'agenzia di stampa APBISCOM

    Apc-*CALCIO/ LA CURVA DELL'INTER: ANDREMO A PARMA, INVASIONE PACIFICA
    Si recheranno allo stadio: "Se non entriamo aspettiamo fuori"

    Roma, 15 mag. (Apcom) - A Parma "gli interisti ci saranno". E'
    l'annuncio dato dal sito internet della Curva Nord dei tifosi
    nerazzurri, curvanordmilano.net, che in seguito al divieto di
    trasferta a Parma - deciso dal prefetto locale - hanno deciso di
    recarsi ugualmente nella città emiliana per sostenere la loro
    squadra nell'ultima giornata di campionato, decisiva ai fini
    dell'assegnazione dello scudetto. "Continua il 'caso' biglietti
    per la trasferta di Parma e la Nord, nal caos che regna, tiene a
    confermare l'unica certezza ... gli Interisti ci saranno!!!", si
    legge dal sito dei tifosi interisti: "Se ne facciano una ragione,
    il Parma calcio, l'osservatorio e quei cog... romani che pensano
    di rovinarci la giornata più importante dell'anno. Sia chiaro -
    proseguono i rappresentanti della Curva Nord - che domenica,
    piaccia o no, ci sarà comunque un'invasione nerazzurra che sarà
    assolutamente pacifica e che la nostra voce, dentro o fuori dallo
    stadio, dovrà essere un boato!!!".

    I tifosi, che hanno evidenziato con cura le parole "invasione" e
    "pacifica", hanno precisato che "non si può pensare che 100
    chilometri che separano Milano, l'Inter e soprattutto gli
    interisti dalla possibilità di vincere uno scudetto, possano
    rappresentare per qualcuno un ostacolo". I sostenitori nerazzurri
    hanno fatto sapere che, seguendo anche le indicazioni di
    "centinaia di mail e telefonate da ogni parte d'Italia", si è
    deciso di "accogliere la squadra all'arrivo all'esterno dello
    stadio e, se proprio non ci sarà l'opportunità di assistere
    all'incontro, di attenderne l'uscita al termine dell'incontro.
    Per far questo non c'è decreto o divieto che tenga o possa
    arginare questo diffuso desiderio". A novanta minuti dalla fine
    del campionato l'Inter è in testa alla classifica con un punto di
    vantaggio sulla Roma, che domenica sarà impegnata a Catania. La
    Roma giocherà in Sicilia senza tifosi al seguito per una
    decisione adottata dalle autorità prima dello stop ai sostenitori
    nerazzurri, ai quali inizialmente era stata permessa la trasferta
    di Parma.

    CAW

    151334 mag 08

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    mercoledì, maggio 14, 2008

    Matarrese vattene

    Il balletto trasferte sì-trasferte no è il segno di un mondo del pallone completamente alla deriva.
    Parlare di par condicio delle tifoserie quando invece il problema è di ordine pubblico significa avere rinunciato completamente al cervello per una logica da bar o se preferite da Processo del Lunedì.
    Se è pericolosa la trasferta dei romanisti a Catania - ed è ovvio che lo è, così come vorrei spiegazioni sulla totale impunità degli ultras giallorossi che ogni partita in casa accoltellano qualcuno - e non lo è la nostra a Parma, allora SAREBBE OVVIO che noi possiamo andare a Parma e i romanisti non possano andare a Catania.
    Questo vorrebbe la logica. Mentre Matarrese, che quando se ne andrà sarà sempre troppo tardi, vuole fare il finto sportivo.

    Se succederanno gravi episodi di violenza a Catania, sapremo benissimo di chi è la colpa. Ora si parla di vietare la trasferta nerazzurra a Catania: VERGOGNA!

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    domenica, maggio 11, 2008

    NON HO PAROLE

    Non ho parole. E' una partita - ma più in generale un periodo che comprende Milan-Inter e Sampdoria-Roma - che sfugge ogni logica razionale. Abbiamo attaccato 90 minuti, abbiamo giocato solamente noi, non abbiamo vinto.
    A questo punto, lo scudetto è in mano alla Roma, era incredibile pensando che a 3 giornate dalla fine sembravamo già campioni. Partita davvero fuori logica.

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    venerdì, maggio 09, 2008

    Hleb è dell'Inter

    A dirlo è il suo procuratore, come da agenzia di stampa che allego qui di seguito.
    BENVENUTO!

    CALCIO: GB; HLEB HA SCELTO L'INTER, LO DICE SUO PROCURATORE

    (ANSA) - LONDRA, 9 MAG - Dopo il francese Mathieu Flamini
    l'Arsenal e' destinato a perdere un altra pedina fondamentale:
    Alexander Hleb ha scelto l'Inter. E' stato lo stesso procuratore
    dell'ala bielorussa a confermare il raggiunto accordo con la
    societa' nerazzurra, non lasciando piu' speranze a Arsene Wenger
    che fino all'ultimo ha cercato di trattenere il giocatore.
    ''Alexander si prepara a uno dei cambiamenti piu' importanti
    della sua vita - ha dichiarato Nikolai Shpilevski ad un
    quotidiano bielorusso -. lascera' l'Arsenal nonostante gli
    abbiamo offerto un contratto migliore rispetto a quello attuale.
    Solo il tempo potra' dire se e' stata una scelta giusta. Tutto
    comunque si risolvera' nel giro di un paio di settimane''.
    Hleb, 27 anni, e' stato acquistato dall'Arsenal nel 2001 per
    15 milioni di euro dallo Stoccarda. Da tempo l'Inter lo
    rincorreva e tramite gli agenti internazionali Claudio Vigorelli
    e Vincenzo Morabito gia' lo scorso marzo erano state avviate le
    trattative. Per i Gunners, che rischiano di veder partire anche
    il brasiliano Gilberto Silva, ora c'e' la necessita' concreta di
    ricostruire da capo il centrocampo. Una difficolta' in piu' per
    Wenger che aveva indicato nella conferma dell'attuale rosa
    l'obiettivo primario della prossima campagna acquisti. (ANSA).

    YK3
    09-MAG-08 13:35 NNNN

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    giovedì, maggio 08, 2008

    Pelé-Cruz, e l'Inter va in finale

    Straordinario gol di Pelè, raddoppio di Cruz su papera di Ballotta e l'Inter contro ogni pronostico arriva ancora in finale di Coppa Italia.
    Pensavano che saremmo stati molli, con la testa a domenica, che avremmo lasciato via libera alla Lazio, ed invece siamo una grande squadra, non molliamo mai, vogliamo vincere il più possibile.

    Bravi a tutti, e ora con il Siena voglio giocatori con la bava alla bocca.
    Nervosi ieri? Magari lo fossimo stati col Milan: avremmo vinto noi.

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    mercoledì, maggio 07, 2008

    L'Inter in visita dal Papa

    CALCIO: INTER; MANCINI, GRANDE EMOZIONE INCONTRARE IL PAPA
    NERAZZURRI IN UDIENZA SAN PIETRO, MAGLIE E TESSERA D'ORO IN DONO
    (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG - ''Essere qui oggi in
    piazza San Pietro per l'udienza di Papa Benedetto XVI e'
    un'esperienza significativa, tra le piu' toccanti che ci possano
    essere''. Roberto Mancini stempera i toni del dopo derby
    arrivando in Piazza San Pietro dove l'Inter assistera'
    all'udienza di Papa Benedetto XVI. ''Per me e' la prima volta
    con questo papa, sara' emozionante sicuramente come le due
    precedenti in cui sono stati ricevuto da Papa Giovanni Paolo
    II'' ha aggiunto il tecnico nerazzurro.
    Bocche cucite invece sui temi calcistici e sulla volata
    verso lo scudetto che qualche polemica, dopo i rimbrotti del
    patron Moratti per il ko nel derby, ha sollevato. La squadra,
    assieme al presidente Moratti, assistera' all'udienza sul
    sagrato di piazza San Pietro. I giocatori hanno portato in
    regalo al pontefice un volume sul centenario dell'Inter rilegato
    in bianco, mentre sara' Zanetti a consegnargli le due maglie,
    quella classica nerazzurra e quella dell'anniversario bianca con
    la croce rossa davanti. Dono speciale invece da Massimo Moratti
    che ha portato al Papa una tessera d'oro con dedica dello stesso
    presidente.(ANSA).

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    lunedì, maggio 05, 2008

    Ahi, che dolor!

    Brutta sconfitta nel derby, non tanto per le conseguenze rimediabili quanto per la passività con cui abbiamo giocato i primi 56 minuti (fino al gol di Ricardo "mi allungo la palla e corro più veloce degli avversari" Kakà).
    Ridicoli i commenti dei milanisti: potremmo vincere 10-15-20 derby consecutivi e alla prima sconfitta nostra riprenderebbero a dire "squadra inconsistente, dirigenza marcia, ...".
    Ora, a testa bassa contro il Siena (peccato l'intermezzo romano con 'a Lazio). Ci sarà tempo dopo il campionato per chiederci il perchè di troppe partite rinunciatarie: un conto è fare sfogare il Toro o l'Empoli, ma contro Liverpool, Milan, Roma, ...il rischio di andare sotto è troppo alto.

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    venerdì, maggio 02, 2008

    Nuovo spot Nike, bellissimo



    Nuovo spot Nike, in onda da domenica. Molto bello, ci sono anche Matrix e Ibra

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    Mercoledì sera 7 maggio: LAZIO - INTER

    CALCIO: COPPA ITALIA; SORTEGGIO SEMIFINALI

    (ANSA) - MILANO, 2 MAG - Lazio-Inter, partita di ritorno
    della prima semifinale di Coppa Italia, si disputera' mercoledi'
    7 maggio, con inizio alle 21. Il giorno seguente, giovedi' 8,
    sempre con inizio alle 21, si giochera' invece Catania-Roma.
    Lo ha stabilito il sorteggio effettuato stamattina nella Lega
    Calcio.(ANSA).

    CRT/KO
    02-MAG-08 11:11 NNNN


    direi che sia un sorteggio positivo. Se avremo vinto già vinto lo scudetto giocheremo col sorriso sulle labbra e il cuor contento, in caso contrario avremo un giorno in più per preparare il match decisivo col Siena.

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    giovedì, maggio 01, 2008

    Chelsea - Manchester Utd

    Ecco le due squadre che saranno a Mosca per la finalissima di Champions' League. Per quello che hanno fatto nel cammino europeo, giusta la presenza del Man Utd, un pò meno quella dei londinesi. Drogba è un fenomeno, andrebbe benissimo all'Inter, così come Gerrard che però mi sembra ormai stabile al Liverpool.

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