IO E L' INTER

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    giovedì, giugno 29, 2006

    biglietti semifinali e finale, che prezzi!

    Curiosando su ebay, ho letto che un tale ha due biglietti per la semifinale tra la vincente di Brasile-Francia e la vincente di Inghilterra-Portogallo. Prezzo complessivo: 2.999 Euro!!!
    Come direbbero a Oxford: 'azz...
    Ha esagerato, non credo li venderà. Abbasserà le sue pretese, anche perchè il giorno della semifinale si avvicina.
    Per la finale, è invece corso un'asta, sempre per due biglietti, che si concluderà tra 49 minuti: prezzo già raggiunto, 2001 Euro, già superato il 24esimo rilancio.

    Personalmente, a quei prezzi mi tengo il dinero in tasca e vado in vacanza.
    Ma è anche vero che una finale è pur sempre una finale.

    martedì, giugno 27, 2006

    Adriano al Real Madrid?

    Pare Sanz l'abbia promesso in caso diventi lui il nuovo presidente del Real.
    Io, lo confesso, non ne sarei troppo dispiaciuto.
    E' un campione mai pienamente sbocciato, un ragazzo mai diventato uomo, uno che alla maglia non si è legato.

    Vai pure, Adri.

    Non ti rimpiangeremo.

    domenica, giugno 25, 2006

    giornalisti o tifosi?

    E' notizia di domenica il nuovo sfogo di Marcello Lippi contro i giornalisti, accusati, pensate un po', di chiamarlo alla sera per avere notizie.
    In parole povere, stavano facendo il loro mestiere: cercavano di sapere la formazione, eventuali retroscena, tutto quello che riguarda l'Italia nel Mondiale.
    Ora, se avessimo una Federazione seria Lippi lunedì chiederebbe scusa a tutti i giornalisti, motivando il perché di uno sfogo volgare e senza giustificazione.
    Lo farà, forse, solo se qualcuno lo obbliga a forza, visto il perenne nervosismo del “nostro” CT.
    Detto questo, non è che se un allenatore si prende tante libertà verso i giornalisti è anche per un difetto della categoria, troppo debole?
    Intendiamoci, soprattutto Sky, ma anche la Rai (salti mortali col poco materiale a disposizione) e la 7 stanno facendo un eccellente lavoro.
    Ma c'è un però: il modo in cui trattano la nostra Nazionale.
    Quando sono in campo gli azzurri, scatta la più totale disinformazione.
    Ho sentito l'euforia dopo Italia-Ghana manco avessimo vinto la finale. Ho sentito Caressa urlare tre volte (come il mitico urlo di Martellini 'campioni del mondo', quando vincemmo nel 1982) “va sotto la doccia”, con tono via via più esaltato, riferendosi all'espulsione di un ceco. Ho sentito lodare giocatori che non stanno in piedi.
    Ora, è chiaro che una certa simpatia verso i nostri è doverosa, ma dire il contrario di quello che si vede significa non fare seriamente il proprio mestiere, e neanche un buon servizio agli utenti.
    Penso alla partita contro la Repubblica Ceca: mentre la Gialappa's (sempre straordinaria) inveiva contro Gilardino, gli altri telecronisti lo esaltavano; naturalmente, dopo 59 minuti di gioco il sopravvalutato Gila era già sotto la doccia. Al suo posto, un pimpante Superpippo, assai più in forma.
    Siamo sicuri che sia il modo giusto di seguire la Nazionale?
    Gli inglesi, dopo il primo turno (vinto), hanno seppellito di critiche la loro nazionale, e sicuramente faranno lo stesso dopo l'orribile vittoria contro l'Ecuador.
    Sia chiaro: hanno giocato bene per ora poche squadre: Argentina (3 partite su 4, male col Messico), Spagna, Germania (a tratti). Le altre hanno vinto giocando male.
    L'Italia è una di queste: l'importante è esserci, ma fingere che siamo più belli e bravi del Brasile di Pelè, dell'Argentina di Maradona, della Germania di Matthaus è un po' patetico.
    Almeno secondo me.

    sabato, giugno 24, 2006

    Orgoglio interista



    Grazie Matrix,

    interista a testa alta.

    giovedì, giugno 22, 2006

    Deferite Juventus e Milan

    Pubblico notizia del deferimento da corriere.it
    Retrocessione sia per tutte le coinvolte!!!

    Dalla prossima settimana il processo all'Olimpico Deferiti Juve, Lazio, Fiorentina e Milan In tutti i personaggi interssati sono 30 per violazioni dell'art. 1 e/o 6 del codice di giustizia sportiva. Ci sono Moggi e Giraudo
    ROMA - Deferimento per Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio. È questo il risultato dell'inchiesta condotta da Francesco Saverio Borrelli sullo scandalo definito «Calciopoli» o «Moggiopoli». Gli atti sono stati consegnati al procuratore federale Stefano Palazzi. Ora tocca appunto a Palazzi comunicare le richieste di sanzione e i rinvii a giudizio per il processo che comincerà la prossima settimana a Roma.

    TRENTA DEFERIMENTI - Sono 30 in totale i deferimenti, oltre alle quattro società, per violazioni degli articoli 1 e/o 6 del codice di giustizia sportiva. In particolare l'articolo 6 (illecito sportivo) porta alla retrocessione, mentre l'articolo 1 (lealtà e correttezza) porta a una penalizzazione in classifica.

    MOGGI E GIRAUDO - Fra i 30 deferiti vi sono sia l'ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo, sia l'ex direttore generale Luciano Moggi. Lo si è appreso da fonti vicine alla società bianconera. Il nome di Moggi compare nonostante abbia dato le dimissioni da qualsiasi incarico sportivo e per questo si sia sottratto all'interrogatorio da parte del procuratore Borrelli. Secondo quanto si è appreso, il dispositivo è lungo un centinaio di pagine.


    «TIFOSI, TRANQUILLI» - In precedenza il neopresidente della commissione d'appello federale, Cesare Ruperto, aveva cercato di tranquillizzare i tifosi delle squadre più toccate dallo scandalo. «Con me i processi procedono tranquilli, e lo dico ai tifosi di stare sereni che andrà tutto bene» ha detto Ruperto. La prossima settimana Ruperto e l'intera commissione comincerà il dibattimento, che si svolgerà Olimpico. Le prime sentenze sono previste intorno al 10 luglio.
    22 giugno 2006

    mercoledì, giugno 21, 2006

    Calciopoli, la stangata

    da repubblica.it, pubblico con grande piacere.



    Arriva la stangata per Juve & C.
    Forse oggi i deferimenti
    di MATTIA CHIUSANO
    e CORRADO ZUNINO


    I giocatori della Juventus esultano per la vincita del 29esimo scudetto
    ROMA - La procura federale ha sposato la tesi Borrelli: l'illecito strutturato sul campionato 2004-2005 c'è stato e così il potere arbitrale Juventus a cui nel tempo si è contrapposto un potere Milan. E ci sono state pesanti responsabilità dei dirigenti di Lazio e Fiorentina, che per salvare i loro club hanno chiesto aiuti arbitrali. Stefano Palazzi, i suoi tre viceprocuratori e un pugno di sostituti di fiducia stanno lavorando in maniera parallela e simultanea (ognuno nei propri uffici, con gli originali sonori delle intercettazioni a disposizione) ai deferimenti dello scandalo calcistico del secolo e, spiegano fonti della procura federale, "non ci sarà alcuna distanza tra la relazione del pool Borrelli, un lavoro duro, fatto con grande libertà di pensiero, e le conclusioni della procura. Nella maniera più assoluta".

    Il problema, e l'affanno con cui si sta lavorando per rendere pubblici i deferimenti entro questo pomeriggio, è quello di strutturare l'accusa in modo che tenga di fronte alla controffensiva delle difese al maxi-processo dell'Olimpico. Solo la Lazio schiererà cinque legali, potrebbero puntare sull'illecito presunto.
    Ecco, la Juventus è in bilico tra la serie C e la B con 9 punti di penalizzazione. Fiorentina, Milan e Lazio restano a rischio B. In questa accusa la gradualità, spiegano i pm del calcio, sarà fondamentale: si è partiti dalla sanzione per la Juventus e da lì si sta scendendo alle successive punizioni. Elemento fin qui poco considerato, si è tenuto conto del "contesto ambientale" in cui l'illecito è avvenuto.

    Chi ha combinato un finale di campionato perché "strozzato" dalla cupola del calcio, ha colpe inferiori agli inventori della cupola. Resta decisivo il passaggio alla Disciplinare-Caf, la fase processuale, ma i deferimenti della procura saranno duri come lo è stata la relazione Borrelli.

    La classifica delle responsabilità - Il lavoro dell'Ufficio Indagini e la quantità di intercettazioni hanno permesso di stabilire una graduatoria delle responsabilità dei club. Il primato negativo spetta alla Juve: suo il ruolo centrale nel sistema Moggi. Poi la Fiorentina, vittima costretta a diventare complice dello stesso sistema: telefonate all'ex dg Juve, a Bergamo e Mazzini, incontri a pranzo con il designatore, frasi esplicite di combine. Al terzo posto il Milan: c'è Galliani che chiede al suo dirigente Meani di intervenire sui designatori. Infine, la Lazio di Lotito. Il presidente moralizzatore, pur chiedendo con insistenza arbitri favorevoli e partecipando al lavoro politico di sottobosco con Moggi e Giraudo, ha mantenuto il suo livello di pressione su un vicepresidente federale (Mazzini), uomo dell'istituzione calcistica.

    Udinese in bilico - Le novità arrivano dal deferimento, già in questa fase, anche dell'Udinese. La società di Pozzo rischia per una conversazione tra Toffolini e Meani: il team manager friulano ringrazia il responsabile per gli arbitri del Milan dopo l'1-1 che spinge l'Udinese in Champions League alla fine del torneo 2004-2005. Le immagini del match aggravano l'ipotesi di reato. La Sampdoria, a rischio deferimento, non dovrebbe subire conseguenze importanti.

    La voce di Carraro - L'ascolto delle conversazioni registrate ha consentito al "pool Borrelli" di smontare il tentativo di dare un'interpretazione goliardica ad alcuni dialoghi. La posizione di Franco Carraro si è aggravata per i toni usati nella telefonata all'ex designatore Bergamo dopo il discusso Roma-Juve 1-2, arbitro Racalbuto. Il tono minaccioso dell'ex presidente della Federcalcio è un elemento in più per l'accusa, che punterà alla sua radiazione.

    Blackout sulla linea Galliani-Giraudo-Moggi - A stupire l'Ufficio Indagini della Federcalcio è stata la presenza di una sola telefonata tra Galliani e il duo Moggi-Giraudo. Un blackout inspiegabile per l'ex dg della Juve, capace di sostenere centomila telefonate in un anno.

    Le contraddizioni di Paparesta - Finirà la sua carriera Gianluca Paparesta, uno dei più bravi arbitri italiani, chiuso nello spogliatoio da Moggi dopo Reggina-Juve del 2004. La richiesta di raccomandazione a Galliani e la sua versione sulla telefonata a Moggi il giorno dopo l'incidente di Reggio Calabria - "volevo dirgli di non provarci mai più" - non hanno convinto l'Ufficio Indagini.

    Fondi neri Juventus - La procura di Torino intanto ha avviato diverse rogatorie nell'inchiesta sui bilanci Juventus per accertare come sono state saldate le trattative per l'acquisto di calciatori stranieri. Gli indagati, in questo filone, sono Antonio Giraudo e Luciano Moggi.

    (21 giugno 2006)

    domenica, giugno 18, 2006

    Italia - Usa 1-1

    Ariecco i fenomeni!
    Leggendo pareri dei giornalisti e commenti di parte del ‘popolo di internet’ abbiamo il miglior portiere del mondo, la miglior coppia di difensori (l’onestissimo Cannavaro e il simpaticissimo Nesta), il miglior regista (Pirlo, meglio di Kakà, Emerson e Ronaldinho insieme), la miglior coppia di attaccanti (Toni - Gilardino).
    Epperò, guarda un pò, ancora un risultato deludente. Anzi, uno dei peggiori risultati italiani in un Mondiale: il pareggio con gli Stati Uniti, che hanno perso la prima partita con la Repubblica Ceca per 3-0, e contro di noi hanno giocato 45’ minuti, 42 minuti più 3 di recupero, in 9 contro 10.
    Non possiamo prendercela con l’arbitro, che ha giustamente espulso due yankee e un azzurro, annullato un gol a stelle e strisce, e la cui unica decisione dubbia è stata non avere concesso un rigore per fallo di mano di Nesta.
    Non possiamo nemmeno prendercela con la sorte, perchè se è vero che il gol Usa è nato da una deviazione sfortunata di Zaccardo, è anche vero che nel primo tempo abbiamo giocato in modo indegno, meritando almeno due gol di passivo.
    Quale allora il motivo della debacle? E’ in casa nostra.
    L’allenatore non valorizza l’unico fenomeno degli undici, Totti, che non batte una punizione, non batte un calcio d’angolo, non imposta il gioco; e i giocatori, beh, i giocatori sono quello che sono. Buoni ma non buonissimi.
    Presentarci ad ogni Mondiali autoappiccandoci l’etichetta di favoriti è la maniera ideale per sbattere ogni volta contro il muro.
    Se la Repubblica Ceca gioca come contro il Ghana, non sarà certo un ostacolo difficile; ma dagli ottavi in poi, servirà ben un altra Italia.

    sabato, giugno 17, 2006

    Italia - Usa

    Vedremo stasera come andrà a finire. Sull'Italia mi sono già espresso prima e dopo la partita col Ghana; sugli Usa, diciamo chiaro e tondo che se gli statunitensi hanno preso 3 sberle dalla Repubblica Ceca non devono essere fenomeni.
    Quindi, calma e gesso.
    Se abbiamo già vinto il Mondiale noi che abbiamo vinto 2-0 col Ghana, cosa devono dire Spagna, Argentina e compagnia bella?
    Il Ghana, lo sottolineo perchè a leggere certi commenti sembrava che avessimo vinto contro il Brasile di Pelè, è uscito al primo turno dalla Coppa d'Africa 2006, dopo un girone in cui ha vinto 1-0 col Senegal, e perso sia contro la Nigeria che contro la Zimbabwe.

    Sul versante Inter, tutto è sospeso, per tanti motivi.
    Credo che la squadra 2006-07 non sarà molto difesa dall'attuale; mi chiedo se ci sarà ancora Adriano, credo che sarà rafforzato lo splendido asse argentino (se ne va Veron, mi piacerebbe arrivasse Riquelme, si parla anche di Mascherano), oltre a Grosso potrebbe esserci un altro nazionale in arrivo (forse Toni, forse Zambrotta, non credo Buffon che peraltro rischia squalifiche).

    venerdì, giugno 16, 2006

    Tronchetti Provera molla l'Inter ?

    pubblico il comunicato stampa di Pirelli.
    Non mi rassicura molto sulla volontà di Tronchetti Provera di continuare con l'Inter (cede 15% sul 20% totale, ovvero il 75% della sua quota, a quanto pare).
    Staremo a vedere.
    Comunque sia, forza Inter sempre e comunque!

    COMUNICATO STAMPA DI PIRELLI & C SPA

    Venerdì, 16 Giugno 2006 11:26:54

    MILANO - Pirelli & C. SpA comunica di aver ceduto una quota del 15,26% di F.C. Internazionale SpA all’attuale azionista di maggioranza di tale società per un corrispettivo pari a 13,5 milioni di euro.
    Tale operazione si inquadra nell’ambito del programma, approvato dal Consiglio di Amministrazione dello scorso 14 febbraio, di ulteriore concentrazione di Pirelli & C. sul proprio core business anche attraverso la dismissione di partecipazioni finanziarie non strategiche.
    Pirelli & C. SpA rimane, comunque, azionista di F.C. Internazionale con una quota del 4,2%. È intenzione della società proseguire gli attuali rapporti di sponsorizzazione che la legano a F.C Internazionale SpA e valutare eventuali nuove future opportunità di collaborazione, anche alla luce dei notevoli benefici che tale partnership ha portato al marchio Pirelli in questi anni.

    giovedì, giugno 15, 2006

    Calciopoli, ecco i tempi della giustizia

    Da gazzetta.it i tempi dettati da Guido Rossi.
    Il 20 luglio, si potrà ragionare di calcio più seriamente (?).

    13.16 - Il commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, ha delineato le scadenze del processo sportivo per lo scandalo intercettazioni: "Entro il 18 e il 19 giugno - ha detto Rossi - ci sarà la relazione dell'Ufficio indagini al Procuratore federale. I deferimenti ci saranno tra il 20 e il 21 giugno. Il dibattimento in primo grado, davanti alla Caf, ci sarà tra il 27 e il 28 giugno. Tra il 7 e il 9 luglio ci sarà la sentenza di primo grado. Entro il 20 luglio arriverà la sentenza d'appello, quella della Corte federale. Non ci saranno altri gradi di giudizio, nè ricorsi alla Camera di conciliazione del Coni, al Tar o al Consiglio di Stato, nè amnistie o sciocchezze del genere".

    mercoledì, giugno 14, 2006

    Calciopoli, no all'amnistia. Bel pezzo de L'Avvenire

    Cito il giornale della Cei.
    Articolo straordinario.

    Puntuale è partita la proposta di amnistia per Calciopoli
    Se si cavalcano le vittorie per chiudere gli occhi
    Alberto Caprotti
    Favolosa, irripe-tibile, grandiosa. Uno sciupio di iperboli rigonfia l’Italia del calcio dissoterrandola dalle sue miserie reali. A leggere i commenti del giorno dopo, una cosa sola è certa: abbiamo già vinto il Mondiale. Il problema è che lo dicono tutti (quasi, per fortuna) e alla fine si rischia di crederci davvero. Mancano (mancherebbero) sei partite certo, ma che importa? È bastato battere il Ghana per uscire dall’incubo, Pirlo e Iaquinta come Garibaldi, l’unità d’Italia ritrovata nel nome del pallone. Evviva.
    Che straordinario Paese il nostro: solo fino a ventiquattr’ore fa la simpatica congrega dei salotti intelligenti radunava l’opposizione pensante intorno al rigore equo e solidale. Basta con questo pallone sporco, tifiamo Ghana, il Terzo Mondo povero e onesto, abbasso gli azzurri, tornatevene a casa. Un’idea, solo un’idea, esagerata pure quella, estremista come lo snobismo di chi utilizza certi argomenti per farne una bandiera di diversità. Un concetto male espresso, ma che molti in cuor loro condividevano nella sostanza. Per coerenza, virtù più rara del tifo. Tutto travolto invece. Lippi for president è il nuovo slogan. Lippi, proprio lui, quello che doveva dimettersi. Dal processo di intercettazione a quello di beatificazione. Non ci siamo ancora arrivati, ma un golletto sabato sera contro gli Usa, ed è fatta. È la straordinaria forza dell’abitudine tutta nostrana che porta chi vince ad avere sempre ragione. Non importa come. Non importa contro chi: Ghana o Brasile è la stessa cosa, siamo italiani, democratici e antirazzisti. Non importa perché. Due gol cambiano l’orizzonte. E cancellano il passato.
    Lo si temeva, l’avevamo scritto e temuto un finale così. L’indignazione pelosa questo ha di brutto dalle nostre parti: dura finché non c’è qualcosa che la distrae, il populismo facile di una gioia contagiante, una traversa scheggiata a cui aggrapparsi. Buona per dire qualunque cosa. E per lanciare proposte singolari, come quella del forzista Maurizio Paniz : un’amnistia generale su "Calciopoli" qualora gli azzurri vincessero il Mondiale. Non scherzava, pare. Dunque non c’è da sorridere. Ma da riflettere. Sulle miserie di un entusiasmo senza fondo che fodera gli occhi. E rinnega il senso della misura.
    Anche dopo Spagna ’82 molti dei protagonisti dello scandalo scommesse giovarono del perdonismo dilagante causato dalle magiche notti azzurre, ma proporre paragoni con quanto frigge in pentola oggi è assurdo e svilente. Quello era un mazzetto di calciatori disonesti, l’amnistia fu parziale, decisa a sentenze chiuse. Qui invece c’è il più grande scandalo della storia del calcio, un marcio incancrenito dalla testa ai piedi, è un sistema intero a dover rendere conto, dai presidenti ai magazzinieri. E soprattutto ancora non ci sono condanne. Disgustoso pensare che il commissario della Federcalcio, i giudici e i pm che ci stanno lavorando, ora debbano tifare contro le fortune della nazionale: già devono battersi contro l’omertà di un ambiente che non ammette colpa alcuna e i proclami di certi protagonisti (chissà perché ci viene in mente quel Cannavaro che l’altra sera cantava l’inno a occhi socchiusi) refrattari a prendere le distanze dal marciume.
    A questo forse dovrebbe oggi pensare l’Italia sbandierante di un Mondiale che resta un grande equivoco dal quale uscire in fretta. Vincendo, come è augurabile fare in ogni gara cui si partecipa. Ma provando a misurare prove, avversari e situazioni senza iperboli, sapendo che le partite per noi si concluderanno dopo la finale del 9 luglio. Non a Berlino, ma in tribunale. Sempre che non prevalgano altre tentazioni e che la sabbia dell’entusiasmo fuori luogo non dia ragione a Buffon (quello delle scommesse tutt’ora sotto indagine, proprio lui) che ieri candido candido diceva commentando la "straordinaria" prova azzurra e la risposta festante ottenuta in Italia: «Il senso di appartenenza ad una nazione può cancellare tutto». Ci consenta Buffon, c’è ancora qualcuno che spera di no.

    Calciopoli, nuovo capitolo

    da repubblica.it nuovi dettagli sull'inchiesta


    Il ruolo di Grazia Fazi nell'inchiesta dei giudici napoletani
    La segretaria degli arbitri aiutava Juve e Milan

    La zarina urlò a Moggi
    "Basta, sei una sanguisuga"
    Meani (Milan) all'assistente: "Dico a Galliani che sei dei nostri"
    di MARINO BISSO e CORRADO ZUNINO

    ROMA - Ecco la figura della zarina, la bionda e massiccia donna degli arbitri, stagliarsi con una sua forza ricattatoria tra le carte dell'inchiesta "Off-Side", le ottanta pagine con cui i sostituti procuratori Narducci e Beatrice hanno chiuso l'inchiesta sullo scandalo. La donna, accusata da Manfredi Martino di aver consumato nel retrobottega di Coverciano il rito dei bigliettini degli arbitri infilati nelle sfere del sorteggio, era diventata un pericolo per la cupola. Da sola, aveva scelto di giocare su due campi: la Juve e i nemici del Milan.

    La posizione di Maria Grazia Fazi, meglio definita nonostante i suoi silenzi, offre nuove preoccupazioni ad Adriano Galliani. Il dirigente arbitrale Martino il 26 maggio ha raccontato ai pm: "Il rapporto particolare tra la Fazi e le società di Juve e Milan nasce nell'agosto 2003 in occasione della gara di Supercoppa Milan-Juve che si disputò a New York. La Fazi voleva a tutti i costi fare quel viaggio... la sua insistenza fu tale che i due designatori decisero di anticipare le spese del suo biglietto aereo. A New York non aveva una stanza prenotata e disse che era stata invitata dalla Juventus... Lì avviò stretti rapporti con il gruppo dirigente juventino e con il dirigente del Milan Meani...
    In futuro gli avrebbe comunicato in anticipo le griglie arbitrali... La Fazi era legata anche alla Lazio... Questo atteggiamento portò al suo allontanamento dall'ufficio arbitri nel 2004: lo pretesero i dirigenti juventini quando lei telefonò all'arbitro Pieri, ritenuto strettamente legato alla Juventus, affinché non penalizzasse il Milan".

    Firmò la sua fine. Ancora: "La donna era amica di De Santis, Trefoloni e Collina..." e quando "acquistò del materiale a un prezzo molto conveniente dall'arbitro Stefano Ayroldi, commerciante di sanitari, quest'ultimo venne inserito in fascia A". Alla fine la zarina entrò in conflitto con lo stesso Luciano Moggi: "La devi finire di essere una sanguisuga", gli urlò, "ti abbiamo dato tutto e tu hai preso da tutti".

    Le nuove carte mettono altri carichi sulle spalle del dirigente milanista Meani. Così rassicura al telefono il guardalinee Copelli: "Parlo con Galliani, lui lo sa, gli dico: questo qui è un nostro uomo". Copelli nell'interrogatorio del 13 maggio rivela: "Se un assistente avesse voluto arbitrare un incontro del Milan non si doveva rivolgere ai designatori, ma a Meani. Io e Puglisi eravamo graditi al Milan, era evidente che contro il Chievo le designazioni erano volute dalla società rossonera".

    Il poliziotto penitenziario Massimo De Santis nei racconti del guardalinee Rosario Coppola (20 maggio) "è un arbitro in grado di scegliersi gli assistenti di gradimento". E, si scopre, ha avuto un ruolo da protagonista nella storia dei Rolex regalati da Franco Sensi agli arbitri: "Fu lui che organizzò con l'allora ds della Roma, Lucchesi, i regali natalizi alla classe arbitrale, compresi i Rolex d'oro ai due designatori".

    Quando De Santis scopre di essere coinvolto nell'inchiesta napoletana (ha talpe in tre procure e al Csm) "smette di arbitrare in maniera platealmente filo-Juve per non offrire conferme". Le ottanta pagine offrono nuovi elementi all'Ufficio Indagini sulla Lazio, aiutata da Carraro e dal banchiere Geronzi secondo Gazzoni Frascara, e sulla Fiorentina, per la quale si dettagliano le proposte di combine e gli interventi sugli arbitri grazie alle parole del giudice Ferri. Nella vicenda dell'iscrizione della Reggina nell'estate 2005, avvenuta "in assenza dei presupposti finanziari", si cita la fideiussione non idonea della San Remo e si indica Giacinto Facchetti come "probabile agente assicurativo intermediario".

    Infine, l'ombra nefasta di Moggi sul mondo Fiat. Viene fuori da un pranzo di Natale 2004 a cui partecipò il generale Francesco Attardi (indagato): "Ascoltai Piero Ferrari figlio di Enzo, Montezemolo e l'avvocato Galassi parlar male di Moggi e del figlio, i loro comportamenti si sarebbero riflessi sul gruppo Fiat".


    (14 giugno 2006)

    martedì, giugno 13, 2006

    Nuove clamorose intercettazioni. Juve nei guai

    pubblico da www.corriere.it
    clamoroso!!!

    L’ordine ai presidenti: vietato assumere Zeman come allenatore
    Gli atti depositati dai magistrati di Napoli forniscono nuove e clamorose rivelazioni sul sistema Moggi, ma anche sugli appoggi istituzionali che avrebbero favorito le squadre finite sotto inchiesta.
    Ancelotti sapeva
    Il 16 maggio scorso viene interrogato Carlo Ancelotti. E dichiara: «All’epoca io percepivo che accadevano circostanze strane e posso sicuramente affermare che esisteva un rapporto confidenziale tra Luciano Moggi e l’arbitro Massimo De Santis... sostanzialmente quelli che io oggi posso più o meno fondatamente ritenere arbitraggi di favore per la Juve sono sempre stati esercitati da De Santis. Le mie sensazioni di quel periodo unite alla consapevolezza su queste vicende, mi inducono ad affermare che De Santis abbia permesso alla Juventus di aggiudicarsi la gara con il Parma nella penultima gara di campionato... In riferimento alla partita Lecce- Milan della stagione 2003/04, arbitrata da Pieri, posso dire che è una delle partite in cui un arbitro si era adoperato per danneggiare volontariamente il Milan, favorendo indirettamente la Juventus».
    La guerra a Zdenek
    Il 19 maggio tocca a Zdenek Zeman. Nelle intercettazioni Moggi e i suoi complici affermano più volte che «bisogna legnarlo». Lui racconta il trattamento subito. «Altro metodo utilizzato per realizzare la mia estromissione dal mondo del calcio è sempre stato quello di persuadere vari presidenti di società calcistiche a non assumermi come allenatore... Al termine della stagione 2004/05 e allorché era chiaro che non avrei allenato il Lecce, il vicepresidente dei salentini, Moroni, mi disse testualmente che aveva partecipato a un’assemblea di Lega e che in quella circostanza Antonio Giraudo aveva detto ai presidenti di Palermo e Cagliari, Zamparini e Cellino, che io non dovevo essere assunto come allenatore...».
    La talpa al Csm
    Lo stesso giorno viene convocato Guglielmo Pepe, autista presso il Csm. E ammette i suoi rapporti con De Santis. «L’arbitro mi ha chiesto di interessarmi e di reperire notizie sull’indagine napoletana che voi conducevate e che lui diceva essere originata per le dichiarazioni di Dal Cin (il direttore sportivo del Venezia che aveva parlato della «combriccola romana », ndr). De Santis mi diede anche copie di carte processuali che lo riguardavano...Ho più volte detto a De Santis che mi sarei interessato, ma poi di fatto non ho mai chiesto nulla e non gli ho mai fornito notizie». I magistrati gli fanno ascoltare la registrazione di una telefonata con De Santis del 28 febbraio 2005. E l’atteggiamento cambia. «Prima di questa telefonata De Santis mi aveva parlato di un’indagine in corso a Torino su vicende di arbitri emi aveva comunicato il nome del magistrato... Mi aveva chiesto di attingere informazioni su un magistrato con il cognome Tatangelo. Io avevo consultato il nostro archivio e avevo appurato che ce n’erano due: uno a Napoli e l’altro, Marcello, sostituto procuratore a Torino. De Santis precisa che evidentemente quello a cui lui è interessato è quello di Torino "perché sta insieme a Guariniello"». Io proseguo dicendo che a questo punto bisognerebbe parlare con Laudi e De Santis risponde chiamando Laudi con il nome di battesimo, cioè Maurizio e aggiunge che avrebbe parlato direttamente lui con Maurizio Laudi. Io non mi sono mai rivolto nei mesi successivi a Laudi e De Santis dimostrava di volersi interessare direttamente della vicenda anche se non ho avuto specifica conferma che si era rivolto a Laudi. Per quanto mi consta, i due si conoscono e si sono frequentati per ragioni connesse agli incarichi rivestiti nel mondo del calcio e non conosco altre circostanze relative al rapporto personale tra i due, devo tuttavia aggiungere che De Santis mi chiese di rivolgermi a Laudi,maribadisco che io non l’ho fatto... De Santis mi disse che era interessato anche a una indagine della procura di Roma. Quando De Santis nella telefonata dice "Io mi ricordo che ci stava questo che venne pure a gioca’ a pallone" e io rispondo "e però quello non è Tatangelo", ci riferiamo al sostituto Palamara che conduceva le indagini e che era conosciuto sia da De Santis che da me perché veniva a giocare al campo Astrea. Io ovviamente non ho cercato in alcun modo di attingere notizie sull’indagine romana né con Palamara né con altri, ma mi risulta che De Santis qualche notizia sul contenuto dell’indagine è riuscito a ottenerla, ma non conosco con quali modalità e fonti...».
    Laudi e le inchieste
    Ad accusare il magistrato torinese Maurizio Laudi c’è anche Armando Carbone, finito in carcere nel 1986 per lo scandalo del totonero. Imagistrati lo interrogano il 20 maggio. «Quell’operazione fu architettata da Luciano Moggi per colpire il sistema di potere di Italo Allodi e prendere il suo posto. Non ho esitazioni a riferire che i giudici Marabotto (attuale procuratore di Pinerolo già segnalato al Csm ndr) e Laudi furono strumenti di Moggi e sono persone con le quali Moggi ha continuato a intrattenere rapporti stretti sino ad oggi. All’epoca Moggi era direttore generale del Torino... Esistevano tante conversazioni intercettate e io facevo interrogatori condotti da Marabotto in cui venivo chiamato a fornire spiegazioni sulle vicende corruttive del mondo del calcio e sulle partite comprate. Potevo parlare di qualsiasi vicenda e anzi Marabotto era particolarmente interessato a conoscere i fatti del Napoli e di Allodi. Ogni volta che io provavo a parlare del Torino e della Juventus, Marabotto mi rispondeva che bisognava parlare di altro... Analoga condotta fu assunta anche dal dottor Laudi che voleva interrogarmi come ufficio inchieste al termine dell'interrogatorio che rendevo al dottor Marabotto. Io rifiutavo dicendo che non ero un tesserato. Dopo tante insistenze decisi di incontrarlo. Mi sedetti e dissi che se dovevo parlare non avrei dovuto tralasciare nessuna vicenda e nessuna squadra e quindi raccontare anche i fatti della Juventus. Per tutta risposta Laudi mi disse che non bisognava parlare e quindi andai via e rifiutai di incontrarlo ulteriormente».
    Le partite truccate
    Carbone rivela come nel passato sia stato proprio lui a truccare le partite per conto della Juve. «Se avessi potuto raccontare i fatti, avrei raccontato di una famosa partita di Coppa dei campioni Aston Villa- Juventus 1-2 (del 1983, ndr). L’arbitro era il tedesco Eschweiler che era uomo mio. Tramite Dal Cin volevo aggiustare quella partita e incontrai un dirigente della Juventus, mi sembra Morini, al quale proposi l’affare... L’arbitro chiedeva tre Rolex e cinquanta milioni in abbigliamento così come mi venne riferito da Nello De Martino. La partita venne truccata e la Juve vinse 2-1 ma io fui estromesso dall’affare e l’operazione fu condotta da Franco Dal Cin con i dirigenti juventini tanto che dopo ci fu una furiosa litigata tra me e Dal Cin...». Tornando alle partite del campionato 2004/05 finite sotto inchiesta, Manfredi Martino ammette di aver saputo che c’erano stati incontri aggiustati, parla a lungo di Lecce-Juventus e di Lazio-Juventus. «In relazione all’incontro di Lecce del 14 novembre 2004 — racconta — ricordo di averne parlato conDe Santis che rivendicava a suo merito l’aver fatto disputare la gara nonostante il campo fosse realmente impraticabile emi risulta che Bergamo e Pairetto, nel raduno successivo, avallarono e apprezzarono la sua scelta». Su Lecce-Parma finita 3-3 è Zeman ad affermare: «Ho avuto la percezione che i miei giocatori, benché sollecitati da mea fare la gara senza esitazione, si siano adeguati a direttive che provenivano dalla mia società». E il calciatore del Parma Vignaroli aggiunge: «Durante la partita De Santis con tono di sfida e senza neanche sfilarsi il fischietto disse che quella partita non l’avremmo vinta comunque».
    Flavio Haver e Fiorenza Sarzanini
    13 giugno 2006

    Italia-Ghana 2-0

    Inizio buono per l'Italia. Chiamare squadra il Ghana è arduo, non sono riusciti nemmeno a centrare una volta la porta. Detto questo, e chiarito "niente facili entusiasmi" (avevamo vinto 2-0 anche contro l'Ecuador), hanno sorpreso in positivo Iaquinta, proprio bravo, Perrotta, un Totti più in condizione rispetto al previsto.
    E' confermato che Gilardino e Del Piero sono improponibili.
    Pirlo ha segnato, bene così; non fosse per il gol, solite amnesie difensive e vari passaggi sbagliati. Partita comunque più che buona; ovviamente, la prima squadra che si ricorda di marcarlo lo annulla totalmente.
    Ma è andata bene. Avanti così.
    Gli Usa hanno preso tre sberle dalla Repubblica Ceca, quindi è chiaro che sono giocatori di baseball. Primo test serio contro Nedved e soci.

    lunedì, giugno 12, 2006

    mondiali in testa da repubblica.it

    MONDIALI IN TESTA
    Sciopero del tifo o perdono?
    Meglio un armistizio di 15 giorni
    di VITTORIO ZUCCONI

    Nel 1995, dopo un anno intero di sciopero provocato dalle opposte e inconciliabili ingordigie di giocatori troppo pagati e di padroni troppo ricchi, il baseball americano tornò a presentarsi davanti ai propri clienti (o appassionati). Per la prima volta nella lunga storia di questo sport profondamente americano, non furono neppure disputate le finali - le World Series - e non fu assegnato il titolo di campione. Dopo lo scandalo delle partite vendute dalla Calze Bianche di Chicago, prontamente ribattezzate le "Calze Nere" mai una simile verogna aveva coperto il "passatempo nazionale". Fu mobilitato un celebre attore, Billy Crystal, autentico fanatico di baseball per una serie di spot ben fatti e intelligenti, nei quali lui, dopo avere coperto di improperi quei lazzaroni, concludeva con l'invito a "kiss and make up", a darsi il bacino del perdono e fare la pace.

    Premesso in maniera categorica che di dare un bacino a Gattuso o Pirlo non se ne parla proprio, ora che ci prepariamo all'inizio del Mondiale di calcio 2006 (si prega di non prenderci in giro con le bande di montanari in brache di cuoio o con le palle sulla fraternità internazionale) che comincia soltanto quando le tute azzurre dei nostri Cipputi miliardari scendono in campo, la questione del "facciamo la pace" si propone anche a noi.

    Alle 21 di questa sera, dovremo scegliere fra quattro possibilità: 1) guardare distrattamente le nostre pipette di gesso giocare contro i leoni del Ghana, 2) non guardarli proprio e andare a vedere quel pallosissimo film che la signora tanto vorrebbe vedere, 3) guardarli sperando che siano sbranati e ridotti a polpette o 4) guardarli sperando che vincano, tifando.

    Per ragioni professionali, essendo stato spedito a seguire i Mondiali per Repubblica e per Radio Capital, sarò costretto a guardarli direttamente dalla tribuna dello stadio della Bassa Sassonia, ad Hannover, e andare al cinema alle 21 o a rovinarmi il fegato con l'ennesimo salsiccione renano è una possibilità improponibile ai miei datori di lavoro e superiori, anche se già fossero, come probabilmente è, pentiti di avermici mandato.

    Restare indifferenti in uno stadio è altrettanto impossibile, oltre che ridicolo, come tuffarsi in mare con l'impermeabile e dunque posso scegliere soltanto fra tifare per la strage dei cristianucci a opera dei leoni o sperare che vincano (o pareggino, che è sempre "un buon risultato" come direbbe sicuramente l'allenatore dopo la partita con quelle acute disamine che rendono il calcio il gemello della filosofia kantiana).

    Tifare contro la squadra che comunque porta il nome della mia nazione e che, mi piacca (pochissimo) o no porta anche il mio nome, mi pare, per dirla poeticamente, da pirla. Un calcio italiano che ha resistito a due Coree, a figure da cioccolatai in tutto il mondo, a sconfitte umilianti in Portogallo non verrebbe risanato da una strombatura per opera dei Ghanesi. Sarebbe un calcio comunque sordido e in più sconfitto.

    Perdonarli, bacini sempre esclusi, è altrettanto improponibile, perché non sappiamo ancora bene quali dita questi giovanotti abbiano intinto nel barattolo della marmellata sporca e alcuni di loro hanno ancora le mani molto appiccicose.

    Rimane, e la propongo, la soluzione della tregua. Non pace, non volemose bene, non "torna a casa Lassie" e vedi di riportarmi Moggi e Galliani in bocca, ma armistizio per due settimane. Il tempo per essere rimandati tutti a casa, probabilmente dal Brasile dopo una penosa qualificazione come secondi ottenuta grazie a cabale di numerologia stile Sacchi 94, Bearzot 82 o Trapattoni 2002 salvato, ricordiamocelo, non da Del Piero o Totti, ma da una Croazia che riuscì a farsi eliminare dal già eliminato Ecuador.

    Una prova accettabile di questi giocatori, compreso persino quello che si è montata la testolina rapata da passerotto e si crede Achille quando invece è lui il tallone d'Italia, non li assolverebbe né li condannerebbe. Sarebbe soltanto una prova di professionalità, di dignità, di amor proprio e non soltanto di amor pecuniae.

    Questa Nazionale non ha mai vinto nulla, si è qualificata battendo robetta di seconda e le amichevoli, per piacevoli che siano, contano come i frigoriferi in Antardite, sono oggetti di arredamento inutili. Consideriamoli in libertà vigilata, in ora d'aria, in permesso, e, sempre senza perdonare nessuno, ricordiamo che sono per lo più bambini cresciuti nel fisico ma rimasti nella stoppia, arricchiti dal lavoro della gambe ma non dallo sviluppo del cervello, ai quali la ricchezza non ha necessariamente dato maturità, essendo ormai largamente dimostrato anche da nomi illustri che avere soldi non rende per forza responsabili o intelligenti, come diciamo noi che non abbiamo soldi.

    Dunque io spero che l'Italia vinca, questa sera e la prossima volta, perché da una sconfitta non avrei nulla da guadagnare altro che quel sapore acido di una specie di vendetta, che è sempre un cibo a me molto indigesto. E non vedo perché le porcherie di Alì Moggi e dei suoi amici debbano ricadere su di me e sui giocatori che, a differenza per esempio del Del Piero o Cannavaro o Buffon, dalla Juventus o dalla Gea non hanno mai ricevuto favori. Tagliarmi certe appendici per far dispetto a Lotito o a Pairetto non mi sembra un'idea brillante.

    Abbiamo almeno la certezza che non saranno aiutati dagli arbitri e dagli sventola biancheria lungo le linee, che le partite non saranno moggificate o bergamizzate e oggi nessun procuratore sano di mente spera di piazzare un proprio rappresentato nella sgangherata e corrotta Lega di Adriano "Stiamo facendo molto bene" Galliani.

    Andrò allo stadio di questa città improvvisamente afosa e calda, dove l'estate è piombata giusto in tempo per farmi gustare le delizie di questa stanza d'albergo dalla quale scrivo senza aria condizionata affittata dai ladroni germanici a 350 Euro per notte (zanzare incluse senza sovrapprezzo) sperando che la squadra dei miei Cipputi miliardari in tuta blu vinca e che poi metà di loro finiscano, con le rispettive squadre, dove meritano. In serie B. Ma per un paio di settimane sono di nuovo miei, maledizione.


    (12 giugno 2006)

    Torino - Mantova 3-1

    Il Toro è tornato in serie A.
    Anche il prossimo anno, niente derby della Mole.....

    giovedì, giugno 08, 2006

    perchè l'Italia non vincerà i Mondiali

    Ci sono ragioni di carattere psicologico, con giocatori ed allenatore preoccupati per quello che potrebbe accadere, anche duranti i Mondiali, a seguito delle inchieste sportive e giudiziarie.
    Ci sono ragioni di carattere arbitrale: dalle dichiarazioni di Beckenbauer e Blatter sembra che l'Italia non avrà un trattamento di favore.
    Ma c'è soprattutto una ragione, molto immediata: SIAMO UNA SQUADRA MEDIOCRE.
    Non siamo i peggiori, d'accordo: qualche africana ed asiatica sono sotto al nostro livello. Ma siamo peggio sia rispetto all'Italia che è uscita agli ottavi di finale nel Mondiale 2002, sia all'Italia eliminata al primo turno degli Europei 2004.
    La nostra mediocrità si è consolidata, così come la nostra presunzione.
    Vediamo chi siamo realmente:
    Portiere: giocherà Buffon. Grandissimo portiere, reduce da una brutta annata, con un infortunio pesante, un rientro difficile caratterizzato da prestazioni non all'altezza, e forse ora distratto dal pericolo calcioscommesse (in tanti avevano chiesto il suo allontamento, insieme a quello di Lippi e Cannavaro).
    Difesa: Oddo e Zaccardo sono tutt'altro che giocatori 'mondiali'. Cannavaro non mi è mai piaciuto; se gioca come in Italia è espulso al primo intervento. Materazzi mi piace, ma deve stare attentissimo anche lui agli arbitri, Nesta è reduce dal suo anno peggiore. Grosso è bravo e nerazzurro, vediamo che combina.
    Centrocampo: un disastro. Gattuso fuori le prime due/tre partite è un bene. Seedorf, la dolce metà dell'osannata coppia "Pirlo-Seedorf", è stato segato dai 23 olandesi; dovevamo fare lo stesso con il nostro Pirlo, uno dei peggiori giocatori della storia ad essere sceso in campo da titolare in un mondiale per l'Italia. De Rossi è bravino, anche lui troppo falloso però, e a volte impreciso. Camoranesi è reduce da un anno in cui ha litigato con tutto e tutti, Capello e tifosi compresi. Totti è un fenomeno ma evidentemente è lontanissimo dalla forma migliore.
    Attacco: Del Piero ci ha fatto perdere tutte le competizioni internazionali dal 1998 ad oggi (con uno zampino anche nell'Europeo 1996), Toni è molto forte ma in calo dopo un anno straordinario, Gilardino è stato la delusione dell'anno (solo i mass-media filoberlusconiani hanno evitato di parlare di crisi; fatto sta che ha portato le borracce a Sheva e Pippo Inzaghi). Dimenticandoci per carità di patria di "polveri bagnate Iaquinta" ci resta solo Superpippo. Che temo giocherà troppo poco, e comunque non è nè Henry, nè Sheva nè Ronaldo.

    Mondiali, il calendario. Ecco tutte le partite



    Ecco il calendario dei Mondiali.

    Buon divertimento

    lunedì, giugno 05, 2006

    Io e i Mondiali

    Anche se l'attenzione di tutti, tifosi e mass media, è nelle aule di tribunale, questa è la settimana dei Mondiali!
    Andiamo in Germania con la peggiore squadra dai tempi del 1986, un allenatore in predicato di esonero sino all'ultimo, il capitano che un giorno si allena l'altro va in Procura.
    Comunque sia, forza Azzurri.
    La vedo grigissima, e continuare ossessivamente a ricordare che anche nel 1982 eravamo sfavoriti mi sembra fuori luogo (lo ripetiamo, appunto, dall'82...).
    Vediamo che succede.
    Azzurri a parte, ho voglia di vedere Brasile, Australia e Costa d'Avorio (purtroppo in un girone di ferro).
    Possibili sorprese: Germania (dopo l'1-4 contro i nostri mediocri giocatori non la considero esattamente una favorita).
    L'Inter ha giocatori in diverse nazionali, ma meno del previsto; probabilmente, anche il centravanti italiano sarà nostro (padron Toni).

    giovedì, giugno 01, 2006

    Inter pulita, la testimonianza

    Da affaritaliani.it, pubblico uno stralcio di una lunga intervista all'ex patron della Triestina, Amilcare Berti, il quale ha vissuto e pagato in prima persona il marcio del calcio, e testimoniato come l'Inter fosse l'UNICA squadra certamente pulita. Talmente pulita che i suoi dirigenti erano trattati quasi da stupidi.
    Beh, io ne sono orgoglioso!
    Ecco alcuni frammenti dell'intervista

    Il patron del Brescia, Gino Corioni ha detto nei giorni scorsi che, se si fosse opposto al sistema di potere, gli avrebbero mandato la squadra in Interregionale...
    "Io sono stato prima in una certa orbita e poi non più perché non mi andava un certo modo di agire. Ma non è solo Moggi, tutti parlano solo dell'ex manager juventino, ci fosse stato solo lui, mi sarei detto 'Tanto sto in serie B chissenefrega.'. Sicuramente molte squadre sono corrette, ma se oggi dovessi farlo, metterei le mani sul fuoco certamente su una squadra".

    Quale?
    "L'Inter".

    Giura sulla loro onestà?
    "Sicuramente. ne parlavo anche con alcuni loro dirigenti e gli dicevo 'Ma ragazzi vivete nel mondo dei sogni?'. Il calcio è questo in Italia".
     
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